Miele di Millefiori 1

Miele di Millefiori

 6.90

La collina bresciana spazia dalla Franciacorta alle Colline Moreniche del Garda con ambienti microclimatici e flora non sempre costanti. I bacini idrici che in questa fascia si trovano godono di un favorevole aspetto geomorfologico; il Garda è forse l’unico dei tre che per la sua ampiezza e posizionamento riesce a garantire un microclima temperato rispetto alle valli circostanti mentre Lago d’Iseo ha alle spalle la fredda Valle Camonica e il Lago d’Idro si affaccia a nord nel Trentino ed è un vero e proprio lago alpino. Proprio lungo le sponde orientali di questi ultimi due e le relative vallate proliferano castagni, robinie e rovi.
Nei millefiori estivi di collina, oltre al castagno, la parte del leone la fanno robinia e rovo, la prima dovuto sia alle fioriture tardive o scalari, o alle pratiche apistiche (riutilizzo dei melari che contengono resti di miele della prima smielatura), mentre il secondo per la caratteristica fioritura che inizia al termine della robinia spesso quasi sovrapponendosi in coda ad essa. In ordine decrescente di importanza riscontriamo Erica arborea, Gleditsia, Umbelliferae, Acer, Pyrus e Sorbus, Cruciferae, Trifolium, Prunus, Malus e altri ricorrenti con minore frequenza.
In questa fascia collinare non è raro produrre un interessante millefiori primaverile (anche se in quantità limitate), attraverso un mix di essenze che fioriscono fino all’apparire dei primi fiori di robinia; così troviamo Salix, Cruciferae, Acer, Diplotaxis, Prunus, Rhamnus, Gleditsia, l’onnipresente Ailanthus dalla incostante fioritura, Taraxacum, Erica arborea e altro. In alcuni areali collinari si è riscontrato un significativo apporto di Cotinus coggygria (piccolo arbusto chiamato anche albero della nebbia).
Per i millefiori estivi di collina il discorso è analogo a quelli di montagna: appariranno scuri ed aromatici (e spesso con presenza di melata) nelle zone a forte presenza di castagno e/o tiglio, mentre ambrati e dolci dove il rovo, sorbi ed il resto la fanno da padrone.
Per quelli primaverili l’aspetto è in genere ambrato chiaro e la cristallizzazione rapida, odore e sapore virano spesso verso l’ammoniacale; capita di frequente abbia un tenore di umidità elevato ed il rischio è quello della rapida fermentazione. Tarassaco, ciliegio e salice pervadono in primavera le colline a vocazione vitivinicola, permettendo la produzione su scala limitata di un miele che ha ca-ratteristiche organolettiche simili a quelli trentini di pari periodo.

10 disponibili

Product code: G03001. Category: .
Informazioni aggiuntive
  • Weight 0.450 kg